“Cosa significa concentrato?” “Ma non era nettare?” “Ma aspettate un secondo, non era succo?”
Ammettilo: spesso e volentieri la prima cosa che fai la mattina (ancora prima di pettinarti) è leggere l’etichetta del succo che ti salva le colazioni, per vedere quanti zuccheri contiene (se ne contiene), da dove proviene la frutta, quali vitamine contiene, come smaltire il packaging tra una settimana... ma l’informazione principale spesso ti sfugge. Stai bevendo un succo 100% frutta, un nettare o un succo da concentrato?
Partiamo dall’inizio: un succo di frutta si definisce tale quando è composto dal 100% di frutta liquida, e in caso di aggiustamenti dovuti all’acidità di qualche frutto, di una piccola aggiunta di acqua e zucchero (tutto naturale, niente di artificiale).
Il succo all’ananas e il succo all’arancia, per esempio, hanno una composizione aromatica molto diversa, e questi aggiustamenti potrebbero essere presenti in uno ma nell’altro no. Il nettare è proprio questo: frutta, acqua, e qualche zucchero aggiunto. Questione di gusto e di scelte, come sempre.
Ma quanto si concentra un succo?
Tanto, è bravo e si applica: il succo da concentrato prende forma direttamente nel paese d’origine della frutta che lo compone, per ragioni sia economiche che ecologiche. La frutta viene raccolta, spremuta e trasformata in succo per mantenere al meglio il suo aroma e le sue vitamine.
Il succo d’ananas ad esempio viene dalla Thailandia, perché l’ananas più buona si trova proprio lì. Dopo aver raccolto e pressato la frutta fresca, creare questa magia è un gioco da ragazzi. In casa Pfanner però, viene svolta un’operazione molto importante prima del coming out del succo sui migliori scaffali: viene pastorizzato, per mantenerlo sterile e fresco fino alla fine.
Diverso è invece il processo per la creazione di un succo di frutta da spremitura diretta: la frutta viene raccolta e pressata nel suo paese d’origine, ma il succo viene trasportato, pastorizzato e imbottigliato negli stabilimenti produttivi dell’azienda. Nessun additivo, nessun colorante: la fruit positivity ce l’hanno nel sangue.
Hai imparato qualcosa? Possiamo aprire un podcast dal nome #Succonlavita secondo te? Sapresti spiegarlo a tua nonna? Se la risposta a tutte e tre le domande è sì, scriveremo tanti altri articoli. Siamo carichi (e concentrati!)