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16 novembre 2022

Concentrati, siamo alla frutta!

Concentrati, siamo alla frutta!








Quando i succhi sono concentrati? Quando non sono distratti, direte voi. Vi diamo ragione, ma la questione è un po’ più complessa.

I succhi da concentrato sono forse i più diffusi sul mercato, e no, non sono una cosa negativa (vi stavamo leggendo nel pensiero, vero?). Sono, invece, molto simili ai succhi da spremitura diretta.

Per definizione un succo da concentrato nasce nel suo paese d’origine, cioè di quello della frutta di cui è formato. Perché tutta questa fretta di crescere? Beh, perché questo processo costa meno, sia all’ambiente che al portafoglio. Appena raccolta, la frutta viene spremuta e trasformata in succo così da riuscire a per mantenere sia il suo aroma che le sue vitamine.

A questa creazione (quasi finita), Pfanner aggiunge del suo: per far sì che la bevanda si mantenga al meglio viene infatti pastorizzata, in questo modo si garantisce sia sterilizzazione che freschezza del prodotto che ti trovi di fronte, sullo scaffale. O nel tuo frigo, se già ti sei dato da fare. Pfanner raccoglie quindi frutta da ogni parte del mondo, dall’ananas della Thailandia all’arancia rossa di Sicilia, dagli agrumi del Brasile alle mele del Trentino.

Che differenze ci sono invece con un succo da spremitura diretta? Poche ma buone: la frutta viene raccolta e pressata nel paese natìo, dopodiché il succo viene trasportato, pastorizzato e imbottigliato negli stabilimenti produttivi di Pfanner.

Esistono poi i succhi 100% frutta, i nettari, le spremute, ma di questo ne parleremo più avanti, perché come diceva il narratore di Riccoli d’Oro e i tre orsi: “ma questa è un’altra storia”.

Se hai altre curiosità su questo argomento, o se pensi di sapere qualcosa in più: scrivici! Non vediamo l’ora di affrontare questo succoso argomento con te!